“La tecnologia è uno strumento potentissimo: da un lato ci permette di reinventare il mondo, dall’altro ci sfida a non dimenticare il valore dell’esperienza e della tradizione”
Il primo computer che mio padre comprò fu un Macintosh con sistema operativo Windows 95.

I ragazzi di oggi guarderebbero con stranezza una macchina del genere, pensando che non avrebbe senso di esistere se non dentro un museo. All’epoca invece era qualcosa di stupefacente, un’innovazione tecnologica che non tutti avevano o potevano permettersi. Mio padre da questo punto di vista è sempre stata una persona propensa alla tecnologia e solo grazie a lui ho potuto passare la mia infanzia scoprendo quel capolavoro. Forse è stata da quella bellissima esperienza vissuta che mi sono appassionato sempre più alla tecnologia. Quel computer mi ha accompagnato per tantissimi anni, fino a quando non fu obsoleto al punto da essere messo da parte. Cosa non trascurabile, a distanza di 30 anni quasi, quel computer è ancora funzionante e, per quanto limitato dalla tecnologia, svolge tutte le sue funzioni in modo impeccabile.
La cosa che mi sorprende molto è che tutte le tecnologie di un tempo, se tenute in un determinato modo, a distanza di anni sono ancora perfettamente funzionanti a differenza della tecnologia moderna: un telefono “moderno” nel giro di qualche anno diventa un dispositivo assolutamente inutilizzabile mentre un computer, una console o anche un telefono di 20/30 anni fa rimangono perfettamente funzionante.

Un tempo la tecnologia, come un po’ tutto il mercato del consumo, si basava su dei capisaldi: i dispositivi venivano realizzati con materiali più robusti e duraturi, utilizzando metodi artigianali di assemblaggio e con l’idea che ogni pezzo potesse essere sostituito o aggiornato così da allungare ulteriormente la vita del prodotto. Le industrie, oggigiorno, oltre una cura meno attenta, programma anche l’obsolescenza dei dispositivi in modo da rendere più appetibili i nuovi favorendo così l’acquisto dei nuovi modelli a discapito di quelli datati anche solo di pochi anni. Un’altra cosa importante è la mentalità dei consumatori che è passata da quella di trovare piacere nell’aggiustare e riparare le proprie cose ad una mentalità basata sul nuovo: al primo difetto che si presenta, risolvono cambiando il dispositivo con uno appena uscito.
E voi, siete più per le cose “vecchie” e durature o per la corsa al nuovo ad ogni piccolo problema?







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