Questo blog è nato con lo scopo di dar vita ai miei pensieri. Sono sempre stato una persona abbastanza timida, a cui piace ridere e scherzare ma a cui non piace lasciar trapelare le proprie emozioni.
Questo è il motivo per cui ad esempio nel blog non compare mai il mio vero nome. Certo non ci vuole un hacker per riuscire a capire come mi chiamo veramente ma su questo blog, ogni articolo è scritto da Frank Bullitt, il mio alterego a cui piace scrivere le proprie emozioni e raccontare molto di se. Questo nome di fantasia (ispirato al mitico film di Steve McQueen) mi fa sentire libero di poter esprimere tutto ciò che provo e che ho dentro senza preoccuparmi di nulla, soprattutto del giudizio altrui. In questo modo mi sento libero di scrivere qualunque cosa e parlare di qualunque argomento senza aver paura di essere giudicato o frainteso.
La libertà la diamo troppo spesso per scontata ma siamo veramente così liberi come pensiamo? Viviamo nell’era dei social in cui ognuno pubblica tutto della propria vita, si fa a gara a chi conduce la vita migliore, a chi raggiunge più successi. Un mondo in cui tutto viene fatto in funzione degli altri. Anche quando si va al ristorante, anziché assaporare veramente la pietanza che si ha davanti, anziché vivere fino in fondo l’attimo con la persona che si ha difronte, si cerca di immortalare nella migliore prospettiva possibile e con la giusta angolazione il piatto ordinato in modo da poterlo postare sui social e fare invidia a tutti.
Proprio oggi al telegiornale parlavano di come i social possano condizionare il comportamento umano, portando le persone ad essere completamente dipendenti da quest’ultimi non riuscendo a controllare l’istinto di scorrere nuove notizie e pubblicare sempre nuove cose.
Credo che la vera insoddisfazione delle persone nasca proprio da questo: anziché cercare di lavorare su loro stessi, commentano e giudicano la vita degli anni buttando fuori tutta la rabbia e la frustrazione che hanno a causa della loro infelicità.
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