Ho da poco cambiato lavoro in quanto nel precedente non mi hanno rinnovato il contratto. Due anni e mezzo nello stesso posto, cambi societari e rinnovi ridicoli per arrivare un giorno, dopo essere diventato papà da circa un mese e mezzo, a non servire più. La cosa che più mi ha devastato è stata la disumanità con cui sono stato trattato, come se il tempo trascorso lì dentro non fosse valso a nulla, come se io fossi un qualsiasi oggetto da mettere da parte. Vista la mia situazione personale avevo chiesto la cortesia di essere avvisato in anticipo e giustamente, 10 giorni prima della scadenza, mi hanno prontamente avvisato. Sono stati creativi perché anziché dirmelo loro di persona, hanno chiesto a delle colleghe arroganti e incompetenti di dirmelo e, ciliegina sulla torta, il mio tfr devono ancora pagarmelo.

Parlo di “loro” sia come l’azienda, sia considerando i capi che la “gestivano”. Gestivano l’ho messo tra virgolette perché descrivere il caos e l’incompetenza che regnava lì dentro non si può. Neanche loro sanno con quale grazia divina sono riusciti a fare qualche soldo e magicamente si sono montati la testa, credendo di essere superiori a tutto e a tutti.
Forse parlo con un pó di rabbia e risentimento ma anche se mi hanno fatto una favore e dato modo di vivere tantissimo tempo con mia moglie e mia figlia (quasi 3 mesi pieni) dall’altra mi hanno fatto vacillare, facendomi credere che il mondo sia un posto dove regna caos e incompetenza. Mi hanno fatto credere che essere dipendente significa sottostare a tutto, che bisogna abbassare la testa e che di fronte a qualunque cosa non si deve far altro che sopportare. Mi hanno fatto persino dubitare di me, spegnendo la fiamma dei miei sogni.
Fortunatamente è arrivato il nuovo lavoro, dopo tante ricerche e diversi colloqui (ognuno a modo suo bellissimo) sono stato preso. Sono soltanto due settimane che lavoro qui ma respirare organizzazione, precisione e rispetto dei lavoratori mi fa stare veramente bene. Da quando sono entrato qui sono rinato perché non solo mi sono reso conto di aver vissuto l’esperienza lavorativa peggiore della mia vita, ma soprattutto che non bisogna mai rinunciare a se stessi e alla propria dignità per paura di cambiare. Cambiare, come ho scritto nel mio precedente articolo, fa bene. Ci vuole tempo e pazienza ma con l’impegno e la determinazione ognuno di noi può arrivare a realizzare i propri sogni.
Quando si è dentro a certi tunnel è difficile uscirne ma una volta fuori la vita diventa molto più bella. Il lavoro è necessario, per vivere e per realizzarsi. Sono passato da vivere mia moglie e mia figlia ogni secondo a salutarle la mattina presto e rivederle la sera ma devo farlo, per loro, per la forza che mi danno e che mi hanno dato e per continuare ad insegnare a mia figlia che durante il percorso della vita ci possono essere discese rovinose ma l’importante è fermarsi un secondo, sistemarsi e guardare dritti al nuovo obiettivo che si vuole raggiungere. Con la volontà e la costanza niente è impossibile e come recitava una battuta di una serie tv che vedevo con mia moglie “se la vita ti dà dei limoni, tu cerca di trasformarli nella migliore limonata del mondo”.






Lascia un commento