Come ogni anno è arrivato il periodo che maggiormente preferisco: l’autunno porta con se aria fresca, facendoci respirare un po’ dopo il caldo asfissiante dell’estate, porta piogge e temporali, che da una parte creano danno e scompiglio, ma dall’altra rinfrescano i terreni e donano respiro anche alla natura.
Ottobre, almeno nelle mie zone, è il mese in cui si organizzano tantissime sagre e feste di paese, celebrando i prodotti locali come il miele, la cioccolata, le castagne e le olive. Per un amante della buona cucina come me, tutto questo non può che essere vissuto con assoluta gioia.
Oltre a questo, per me ottobre rappresenta quel periodo dell’anno in cui bisogna dedicarsi alla raccolta delle olive.

Le olive significano tanto, mi portano indietro nei ricordi e attraverso loro rivivo tutte le esperienze e situazioni vissute insieme alla mia famiglia. Ogni anno è una nuova avventura e ogni anno accade sempre un qualcosa che ti lascia un ricordo indelebile nel cuore. Può sembrare una cosa banale o assurda ma non è soltanto il gesto di raccogliere le olive per trasformarle in olio quanto le giornate e le avventure trascorse immersi nella natura con la propria famiglia in assoluta armonia e pace.

Quando ero più piccolo la vedevo come una cosa naturale, quasi scontata, adesso che sono grande per me è qualcosa di straordinario, che attendo con trepidazione, un modo per uscire fuori dal caos della vita quotidiana, passare la giornata fuori dalle quattro mura dell’ufficio e vivere il contatto con la natura.

Mio nonno ci teneva molto a queste piante, si occupava direttamente lui della cura e della potatura e ogni stagione organizzava il lavoro per tutti. Non ho l’esperienza né le conoscenze che aveva lui ma ciò che voglio è portare avanti il suo progetto, continuando a dedicarmi io alle sue piante. Non sarà facile organizzare tutto, insieme alla vita privata e lavorativa, ma alla fine ci riuscirò, con il supporto di mia moglie e della mia famiglia.







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